Casa-ufficio, con lo smart working nuovi paradigmi per l’interior design

Uffici che sembrano case, case che sembrano uffici: la rivoluzione dello Smart Working, che sta investendo il mondo del lavoro, sta “ridisegnando” anche gli spazi delle nostre abitazioni.

Questo uno dei temi al centro di Casa su Misura 2020, che sarà occasione per aprire lo sguardo ai paradigmi destinati a ridefinire gli stili dell’abitare nei prossimi 30-40 anni.

Una trasformazione rispetto alla quale, in occasione dell’evento Le nuove narrazioni dell’abitare, ha proposto alcuni stimoli e suggestioni Emiliano Fabris, direttore della Scuola Italiana Design, realtà d’eccellenza del Galileo Visionary District, che affiancherà Fiera di Padova nella progettazione dell’area di Casa su Misura dedicata all’abitare Smart.

“Una recente indagine di InfoJobs – ha spiegato Fabris – indica come entro il 2020 il 51% delle aziende italiane avrà adottato lo smart working”. Se la casa è sempre più spesso luogo di lavoro e di pari passo cresce la riflessione su come all’interno delle imprese il disegno dell’ambiente di lavoro incide sul benessere e quindi sulla produttività, ecco che anche le soluzioni di design per uffici e ambienti domestici sono sempre più vicine, si contaminano, si richiamano con molteplici rimandi.

Flessibilità e cura del benessere

Flessibilità è confort le parole d’ordine: spesso negli spazi piccoli è necessario far coesistere in modo armonico luoghi di lavoro e di socialità, così tavoli che sono scrivanie si possono trasformare in spazi per la cena, contribuendo a reinventare ambienti che in base al momento della giornata mutano le loro funzioni. E per favorire il benessere, il senso di libertà e la creatività alle classiche sedie da ufficio in casa (ma anche negli ambienti di lavoro) si sostituiscono sempre più spesso sedute ergonomiche, che consentono di scegliere la posizione più comoda e di lavorare in posizione semidistesa o distesa con il proprio laptop.

Fondamentale anche per la cura del benessere l’attenzione all’illuminazione, con il giusto rapporto tra luce naturale e artificiale, ma anche la scelta dei materiali che non siano nocivi per la salute.

Il bioliphic design

E chi si interroga sul legame fra disegno degli spazi e produttività oggi guarda con attenzione al e produttività è il Biophilic Design: «L’approccio – ha spiegato Fabris – parte dal presupposto che le persone si sentono a proprio agio quando si trovano a contatto con la natura, ma in media passano la maggior parte della loro vita all’interno di spazi chiusi.  Non si tratta solo di un trend, ma di una vera e propria filosofia che integra elementi naturali, materiali e forme organiche all’Architettura e all’Interior Design».

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