Nuovo ecobonus al 110%: l’analisi del nostro partner CasaClima

«Una novità di grande portata, che ci auguriamo possa spingere moltissimo l’investimento nella riqualificazione energetica nel nostro Paese». Abbiamo raccolto dall’architetto Carlo Dario, consigliere del direttivo Network Padova, Rovigo e Venezia di CasaClima, l’agenzia di Bolzano che ormai da anni collabora al progetto di Casa su Misura nell’area Ri-costruire, un primo commento “a caldo” sulle misure approvate nel nuovo dl Rilancio.

Se per avere la conferma del testo definitivo bisognerà attendere la pubblicazione del testo in Gazzetta ufficiale, il quadro – così come disegnato dall’ultima bozza disponibile e dalle indicazioni del ministro – sembra ormai delineato.

LE MISURE

In estrema sintesi, con il nuovo ecobonus, si avrà diritto a una detrazione fiscale del 110% in 5 anni della spesa per la realizzazione del cappotto termico e/o per la sostituzione della caldaia con impianti con efficienza pari alla classe A o a pompa di calore. «E’ poi da segnalare che nel caso si effettui uno di questi interventi anche gli altri interventi oggi agganciati all’ecobonus, come ad esempio la sostituzione degli infissi, rientrano automaticamente nella detrazione del 110%. Molto interessante e vantaggiosa – aggiunge l’architetto Dario – anche il bonus per gli impianti fotovoltaici: in questo caso la detrazione è del 110% fino a 2400 euro per kW di potenza nominale». Con la cessione del credito sarà inoltre possibile per il cittadino ottenere la realizzazione degli interventi senza sborsare un euro in cambio dell’assegnazione della detrazione da recuperare in cinque anni a una banca, un’Esco (Energy service company), un’impresa (quest’ultimo è lo scenario più improbabile, perché difficilmente le imprese possono disporre da una liquidità tale da sostenere questo meccanismo).

I NODI CRITICI

Da più parti sono stati evidenziati solo gli aspetti positivi di questa nuova misura, ma il referente di CasaClima sottolinea anche alcuni nodi problematici: «Il meccanismo della cessione del credito alle banche o alle imprese se da una parte aprirà i benefici a nuovi soggetti, come ad esempio chi ha un regime fiscale in partita Iva che non contempla detrazioni, dall’altra rischia di favorire gli istituti di credito e le grandi imprese, che magari hanno già attivato accordi con le Esco, a scapito delle piccole che potrebbero impiegare più tempo per entrare in questi nuovi meccanismi. Un altro nodo critico è rappresentato dal fattore tempo: se non arriveranno velocemente i decreti attuativi il rischio è che il settore rimanga completamente bloccato perché è facile immaginare che in questo momento nessuno intenda avviare interventi di riqualificazione e tutti siano in attesa di poter accedere al nuovo ecobonus ben più vantaggioso di quello attuale…».

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